I Campi Flegrei
Benvenuto nei Campi Flegrei

Se dovessimo prendere in prestito dalla Storia qualcuna delle stupefacenti grida di ammirazione per la Terra Flegrea, certamente sceglieremmo quella di Goethe perchè "qui si resta sbalorditi tra eventi della Natura e della Storia". Per non citare, poi, l'annuncio di Orazio: "Nessun alto luogo al mondo è più splendente del golfo di Baia...".
Perchè qui, tra Pozzuoli, Cuma, Miseno, Baia, Bacoli, l'Averno, il Fusaro e lungo il litorale dei Campi Flegrei è tutto un museo "sotto il cielo più sicuro" e sui declini dei crateri spenti. Non è soltanto "la città sommersa" o il ventre dell'antica Puteoli o i resti della virgiliana Cuma ad accogliere il turista in cerca di bellezza, di storia antica, nel fascino di miti e leggende ancora segnate e scolpite nelle pietre e nel marmo di una grandezza antica. Qui continua, perchè mai interrotto, lo stupore antico del "Grand Tour" alimentato da quel vedutismo che diventerà, poi, mito diffuso in tutta l'Europa, e grazie proprio a quelle "vedute" che, specie se riferite ai "Campi di fuoco", diventeranno un messaggio di richiami per la "magnificenza del sito e per la dolcezza accattivante della natura".
Questo è per noi, il punto di partenza ed il motivo dominante di ogni nostra azione a favore del turismo nei Campi Flegrei. Un moderno "Grand Tour" che richiami sempre più il turista attratto non soltanto dalla grande concentrazione di beni archeologici e dall'alternarsi di località geologicamente singolari, ma anche dall'umanità della sua gente.

Di qui il nostro appassionato invito a visitare i Campi Flegrei, dando il nostro sincero benvenuto, certi che questa terra entrerà nel cuore e nella mente del visitatore che vorrà scoprirla ed amarla.


Museo Baia

Baia - Museo Archeologico Campi Flegrei – 2 km

Inaugurato nel settembre del 1993, il museo ospita, per il momento, i reperti rinvenuti nel sacello degli augustali a Miseno, tra i quali la statua equestre di bronzo di Domiziano- Nerva, numerosi calchi in gesso di sculture greche ritrovati a Baia e il Ninfeo sommerso di Punta Epitaffio.


Città sommersa

Città sommersa Portus Julius – 1 km

Nel 37 a.C., durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, lo stratega Marco Vipsanio Agrippa realizzo' una grandiosa struttura portuale, Portus Julius, adibita ad arsenale della flotta di Miseno, collegando con un canale navigabile il lago d'Averno, il lago Lucrino e il mare. Per effetto del bradisismo discendente, buona parte del Porto Giulio e' oggi sommersa; infatti tra Baia e Pozzuoli si snodano imponenti tracce delle strutture portuali e di alcuni vici suburbani.

 

 

 

 


Terme di baia

Terme di Baia - 2 km

Baia - Il nome di questa splendida insenatura e' legato al leggendario viaggio di Ulisse che qui' seppelli' il suo compagno Bajos. Approdo della potente Cuma fu il luogo piu' decantato e frequentato per le sue delizie ambientali e per le sue sorgenti termali, tanto che Orazio pote' esclamare: Nullus in orbe sine bajis praelucet amoenis (Nessuna insenatura al mondo risplende piu' dell'amena Baia). Per effetto del bradisismo, gran parte della citta' e' oggi sommersa dal mare.

 


Antro della Sibilla

Acropoli di Cuma / Antro della Sibilla - 3,5 km

Sulle origini della citta', l'ipotesi piu' verosimile e' che essa fu fondata intorno all'VIII sec. a.C. dagli abitanti della vicina Pithekoussai (Ischia) provenienti dalle citta' euboiche di Calcide ed Eretria. Cuma divenne ben presto una citta fiorente e potente, estendendo i suoi confini sui golfi flegreo e partenopeo. La storia di Cuma, con la sua caduta nelle mani dei Campani (421 a.C.), si fonde con quella di Dicearchia.
Verso la fine della repubblica, quando Puteoli divenne il porto principale di Roma, Cuma decadde in breve tempo e fu ricordata solamente come luogo tranquillo, solitario e di culto per la presenza dell'antro oracolare della Sibilla. Nel Medio Evo divenne stabile dimora di predoni che furono debellati da una lega campana nel 1207, con la totale distruzione della citta'.

 


Rione Terra

Pozzuoli - Rione Terra 4 km

Uno sperone impervio di tufo proteso nel golfo di Pozzuoli, il cuore pulsante di una città che in età romana fu il primo approdo commerciale della Penisola. Gli scavi archeologici più recenti tornano a confermare il rilievo storico e documentario del Rione Terra.Il volume attesta i più significativi risultati conseguiti dall'intenso lavoro di scavo e restauro effettuato nel Rione Terra.

 


Anfiteatro Flavio

Anfiteatro Flavio – 4 km

Iniziato sotto Nerone, fu completato da Vespasiano; misura m. 149x116 (arena m. 75x42) e poteva contenere circa 20.000 spettatori. Ben conservati i sotterranei, dove e' stato possibile studiare il complesso sistema di sollevamento delle gabbie con le belve. Nel 305, sotto la persecuzione di Diocleziano, furono esposti nell'arena sette martiri cristiani: i beneventani Gennaro, Festo e Desiderio, il misenate Sosso, e i puteolani Procolo, Eutiche e Acuzio, poi decapitati nei pressi della Solfatara.

 


Lago D'Averno

Lago d’Averno – 1,5 km

E' la localita' flegrea che maggiormente evoca Omero, Virgilio e il culto dell'oltretomba, perche' fu ritenuto l'ingresso all'Ade. E' un lago di origine vulcanica, profondo al centro m. 34 circa. Nel 37 a.C., su ideazione di Marco Vipsanio Agrippa, fu collegato al mare mediante il lago Lucrino, con un ampio canale, per realizzarvi un colossale arsenale (Portus Julius). Lungo la sponda orientale del lago si ammira la grandiosa sala termale, nota come "tempio di Apollo", di eta' adrianea, coperta da una cupola con diametro di circa 38 metri, di poco inferiore a quella del Pantheon a Roma..

 


Solfatara

Vulcano Solfatara – 4,5 km

Il vulcano Solfatara, dal cratere ellittico (m.770, m.580), risale a circa 4000 anni fa ed e' l'unico dei Campi Flegrei ancora attivo con impressionanti manifestazioni fumaroliche. L'ultima eruzione, peraltro storicamente non accertata, risalirebbe al 1198.

 


tempio di Serapide

Tempio di Serapide / Macellum – 4 km

Durante lo scavo (1750) fu rinvenuta una statua del dio egiziano Serapis e, pertanto, fu ritenuto un "tempio". E' il macellum(mercato) annesso all'area portuale (I-II sec. d.C.). Le tre colonne in marmo cipollino presentano evidenti tracce di fori praticati dai litodomi che testimoniano l'alterno movimento bradisismico della zona. Le tabernae si sviluppano intorno ad un ampio porticato, al cui centro si eleva una tholos, chiuso da quattro colossali colonne, delle quali se ne osservano tre ancora in piedi. Le vaste tracce del pavimento marmoreo e il rivestimento dei servizi igienici annessi al mercato sono la testimonianza di una incomparabile bellezza architettonica del monumento.